Teneva lo sguardo rivolto sempre nella stessa direzione, dritto verso le sole cose che avesse ancora un senso rivedere.
Poche, per la verità, come lo erano le occasioni concesse alla sua memoria di vecchio, ex di tutto ed ex di niente, in procinto di ...E non finiva mai la frase, perché concludere qualcosa è pur sempre un modo per sentirsi vivi.
"Una colpevole dimenticanza", dicevano di lui quelli arrivati troppo tardi, a ridare dignità a un uomo fuori corso, rimasto senza stelle sulla testa. E allora lui li ringraziava di lontano, col viso incorporato alla sua storia da dimenticare, né ombra né luce di se stesso, ma solo sintonie che non si possono spiegare, e turni di guardia a un ipotetico domani, confuso con gli spari del mattino dopo, un'alba che viene a risparmiarti e un'altra che s'annuncia così in fretta.
Dalla sua sedia fissava le domande, che gli passavano davanti come quegli anni caduti sulla neve, un colpo in canna e un altro sulla spalla del vicino, così da controllarne il battito del cuore, e l'ansia vorticosa del respiro, e qualche volta anche l'umore. La testa, in fondo, era per forza altrove, a trasformare in una fantasia la sola voglia di non lasciarsi andare.
A chi l'abbiamo fatta la nostra resistenza -si chiese sottovoce, invece di gridare - se oggi è tutto uguale, e anche l'astio sembra profumare di buoni sentimenti.
La giornata andava riempiendosi di suoni, difficili da separare rispetto a quelli che gli stordivano la mente, già ottusa per via degli anni dell'isolamento, vissuti a custodire l'obbligo al silenzio.
Di fronte a sé guardava scorrere ciò che non si può fermare, come una lista dei dispersi incisa sopra ai muri, mentre da dietro sentiva la memoria andare al passo, e un sopraggiungere di grida mascherate, e ancora le sue mani fredde, sfiorate appena prima di fuggire.
Era l'inverno del '44, o forse no...
-"Che ora è?" - le chiese quando il buio si spinse fino a lui.
-"Credo sia l'ora di tornare" - rispose lei, senza un perché.
Stefano Tassinari è nato nel 1955 a Ferrara, ma vive prevalentemente a Bologna. Scrittore e giornalista, ha pubblicato, tra gli altri, il romanzo All'idea che sopraggiunge (Corpo 10, 1987), il libro di racconti Ai soli distanti (Mobydick, 1994) e il CD letterario Lettere dal fronte interno (Mobydick, 1997), realizzato con alcuni musicisti (tra cui Mauro Pagani, Roberto Manuzzi ed Ellade Bandini) e con la fotografa Raffaella Cavalieri. Recentemente è uscito il suo nuovo romanzo, intitolato: Assalti al cielo (Calderini, 1998). Suoi testi sono presenti in varie antologie collettive e scolastiche.
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