"Ora basta: bisogna fare qualcosa!" conclusero in coro i Grandi Saggi delle Galassie. Quel piccolo pianeta, la Terra, era in condizioni disastrose. I suoi abitanti non erano tutti cattivi, ma avevano sviluppato un sistema di convivenza demenziale. Secondo gli ultimi dati, 125 uomini possedevano la metà delle ricchezze globali: assurdo. E le 3 persone più ricche della Terra avevano un patrimonio superiore alla somma del prodotto interno lordo delle 48 nazioni più povere: incredibile. Questo faceva si che in nome del profitto sfrenato si stesse distruggendo in modo irreversibile ogni equilibrio ecologico. Sì, era giunto il momento di fare qualcosa. E i Grandi Saggi scelsero una soluzione semplicissima. C'era una rivista terrestre, Forbes, che pubblicava ogni anno l'elenco dei cento uomini più oscenamente ricchi. E i Grandi Saggi inviarono un raggio che incenerì in un nanosecondo quei cento uomini. Lo sconcerto si impossessò dei rimanenti ultrasupersbracamiliardari, che ordinarono agli apparati militari di bombardare qualche paese povero accusandolo di terrorismo, ma poi, l'anno seguente, i primi cento della lista finirono egualmente arrosto. E così il terzo, e il quarto... finché si scatenò una "spontanea" quanto febbrile gara a non essere ricchi: siccome nessuno voleva in regalo strabilianti proprietà, queste si diluirono nel possesso collettivo, e si scoprì che per vivere non era strettamente necessario avere dieci elicotteri-cinque aerei-quaranta ville-mezza Patagonia-mille fabbriche, scomparvero banche e borse, e la produzione e i servizi migliorarono perché affidati a cooperative e stati sociali esenti dall'assillo di accumulare soldi. Per qualche tempo, la Terra assomigliò a un luogo vivibile e sano, l'inquinamento diminuì enormemente e i terrestri impararono a godere dell'ozio e degli svaghi che la libertà dal profitto concedeva loro, appassionandosi a lavori socialmente utili. Ma fu sufficiente che i Grandi Saggi rivolgessero altrove la loro attenzione, perché in capo a un decennio tutto tornasse come prima.
Pino Cacucci (1955) ha pubblicato Outland Rock, Punti di fuga, Puerto Escondido da cui Gabriele Salvatores ha tratto il film omonimo, la biografia di Tina Modotti Tina, San Isidro Futbol, La polvere del Messico, Forfora e altre sventure, In ogni caso nessun rimorso, Camminando - Incontri di un viandante. Collabora a varie riviste e quotidiani, e traduce letteratura di lingua spagnola.
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